Scuola di formazione psicoanalitica de Il Ruolo Terapeutico
Riconoscimento MIUR in data 31 luglio 2003
Fondata nel 1983 come Corso triennale (poi diventato quadriennale) di formazione alle relazioni terapeutiche, nel 2003 essa è stata riconosciuta dal Miur come Scuola di formazione psicoanalitica de Il Ruolo Terapeutico.
Indirizzo teorico: Gli scritti di S. Freud rimangono l’insostituibile punto di partenza per chiunque voglia studiare e praticare la psicoanalisi. Cionondimeno la Scuola riconosce come ulteriore sviluppo della disciplina alcuni classici contributi ad opera di autori come S. Ferenczi, W. Reich, D. Fairbairn, D. Winnicott, M. Balint.
E nel panorama del pensiero psicoanalitico attuale, vengono apprezzati i più recenti contributi portati da autori come Gedo, Gill, Langs, Mitchell ed altri, che a partire dalle concettualizzazioni di Sullivan, Fromm, Thompson, hanno sottolineato l’importanza della realtà interpersonale nell’eziologia del disturbo psichico e l’importanza della persona reale dell’analista nell’incontro autentico col paziente.
La Scuola ritiene tuttavia scientificamente ed eticamente corretto evitare di cercare a tutti i costi convergenze o denominatori comuni, ma ricercare all’interno di ciascun modello teorico, attraverso l’evidenza clinica, la coerenza e l’utilità del modello stesso, non meno che evidenziare la responsabilità individuale di fronte alla teoria.
E’ altresì oggetto di interesse della Scuola la continua verifica della “tenuta” etica della prassi psicoanalitica, e in tal senso è attiva la ricerca comparativa tra le osservazioni cliniche, in tutti gli ambiti del nostro insegnamento, e le interrogazioni proposte dalla filosofia morale.
Tra gli autori di riferimento della Scuola:
Johannes Cremerius. Nel 1968 un gruppo di psicoanalisti milanesi, parte dei quali diede successivamente vita alla rivista Il Ruolo terapeutico, iniziò a riunirsi col Prof. Cremerius per discutere di casi clinici. Attraverso la sua “lezione magistrale”, Cremerius, ha saputo mostrare il processo analitico in tutte le sue fasi, attraverso una metodologia molto precisa, in un clima di profonda comprensione emotiva del paziente, e di grande consapevolezza circa il proprio “bisogno” di aiutarlo. Ha indicato, ad esempio, l’utilità di interrogare le fantasie e gli eventuali sogni del terapeuta prima di iniziare una nuova terapia, a sostegno del fatto che i suoi sentimenti e le sue emozioni non sono solamente quelli indotti dal paziente ma anche quelli riferentesi ad un vero e proprio transfert del terapeuta stesso. Cremerius ha svelato il volto umano della psicoanalisi, l’ha smitizzata e riavvicinata a molti che prima (ad esempio gli operati dei servizi) se ne sentivano respinti.
Pier Francesco Galli. La nostra gratitudine per lui va oltre quel sentimento di riconoscenza per chi ha ricoperto pazientemente e affettuosamente il ruolo di Maestro; parte di questa gratitudine è suscitata dalla figura pubblica di Galli, dal suo impegno culturale, scientifico e professionale giocato nell’ambito della “politica” psicoanalitica contemporanea. Si può dire che le radici culturali de Il Ruolo Terapeutico nascano proprio dall’esperienza del Gruppo Milanese per lo sviluppo della Psicoterapia, formalizzato da Galli nel 1962.
Enzo Codignola. Psichiatra e psicoanalista formatosi presso il prestigioso istituto di Kreuzlingen, scomparso prematuramente, ci ha lasciato un’opera di importanza davvero fondamentale. Ci riferiamo a Il Vero e il Falso. In essa Codignola affronta con estremo rigore metodologico il tema della struttura logica del processo interpretativo facendo emergere i connotati logici dell’interpretazione senza ricorrere ad alcuna metateoria.
Giambattista Muraro. Formatosi a Basilea e a Zurigo con P. Sarasin (Presidente della Società psicoanalitica Svizzera, formatosi a sua volta direttamente con S.Freud) e con M. Boss anch’egli allievo di Freud, attraverso la sua originalissima opera Sorpresa ed enigma esplora ciò che può essere definito effettivamente come metodo analitico. Questa ambiziosa ricerca di purezza conduce a teorizzare un modello di pratica analitica i cui standard (capacità dell'analista ed efficacia della terapia) sono portati ai massimi livelli.
Sergio Erba. Fondatore de Il Ruolo Terapeutico, nel corso di una quarantennale attività di psicoanalista e di formatore ha teorizzato un’organica concettualizzazione della prassi psicoanalitica. Tale formulazione fa da sfondo a gran parte della costruzione teorica della Scuola.
Struttura e processo, ruolo e funzione, asimmetria dei ruoli e reciprocità di persone, responsabilità e libertà della persona, “cinquanta e cinquanta” costituiscono le coordinate di una vicenda intersoggettiva, quella analitica, che diventa prassi rigorosa attraverso quegli elementi strutturali (ruolo del terapeuta, setting, principii) che fanno da riferimento precostituito e stabile alla terapia stessa.
La dialettica tra domanda e risposta, la distinzione tra l’obbigo di cura e l’obbligo di risposta, la risposta sulla domanda e non alla domanda… tutto ciò comporta una raffinata competenza terapeutica il cui scopo è quello di aiutare il paziente a riconoscersi soggetto di una domanda e non solo portatore di un bisogno.
Pierluigi Sommaruga. Cofondatore de Il Ruolo Terapeutico, scrive: “Ritengo che elementi transferali siano comunque sempre presenti in ciascuno di noi e che si riattualizzino in ogni relazione quotidiana, ma che solo nel processo analitico vi sia la possibilità, per le caratteristiche del setting e per la competenza del terapeuta, di dar loro un senso conducendoli così a risoluzione”.
Il metodo formativo:
Medice, cura te ipsum
Per rispondere adeguatamente alle domande di aiuto portate dai pazienti è necessaria al terapeuta, non solo una conoscenza tecnico-scientifica, ma anche una capacità di entrare in rapporto, oltre che col paziente, anche con se stesso, per riconoscere e governare i propri sentimenti e le proprie emozioni. Questa capacità di risposta terapeutica non è né scontata né facilmente raggiungibile: scopo fondamentale della Scuola è pertanto quello di offrire agli allievi un’esperienza formativa globale e approfondita per il raggiungimento di una vera competenza di sé.
Il processo formativo
Le esperienze formative offerte dalla Scuola sono fondate su un insegnamento “forte” degli aspetti strutturali delle relazioni terapeutiche e su un accompagnamento personalizzato di ciascuna allievo nel processo di assimilazione e interiorizzazione delle prerogative del proprio ruolo. Il processo formativo avviene in gruppo ed è fondato sull’analisi delle situazioni e dei problemi clinici evidenziati dagli allievi nel corso del loro training.
L’analisi personale
Nelle relazioni d’aiuto la capacità professionale è in stretto rapporto con la condizione di benessere ed equilibrio psichico del terapeuta. Pur essendo risaputo che le ragioni profonde della scelta professionale di fare il terapeuta possono essere legate a carenze e disfunzioni affettive personali, riteniamo che l’esperienza analitica personale debba essere svincolata da qualsiasi procedura di tipo doveristico-normativo.
L’analisi personale, pur essendo quindi raccomandata, non viene richiesta come criterio di ammissione alla nostra Scuola.
La supervisione individuale
Poiché il programma della Scuola comprende 123 ore di formazione-supervisione in gruppo, non sono previste forme di supervisione individuale istituzionalizzate.
La Scuola di Formazione Psicoanalitica ha durata quadriennale e si rivolge a laureati in Psicologia o in Medicina iscritti al rispettivo Albo Professionale.
La parte pratica della Scuola (discussione in gruppo di casi e situazioni cliniche), che si svolge di sabato, è aperta anche agli operatori non laureati desiderosi di formarsi nella capacità terapeutica.
Comitato scientifico:
Prof. Francesco Rovetto, Docente UniversitarioDr. Sergio Erba, Direttore DidatticoDr. Franco Merlini, Direttore Scientifico Dr. Paolo Serra, Rappresentante Legale
Calendario:
Ogni anno accademico è formato da venti fine settimana (venti sabati, dieci domeniche, dieci venerdì).
L’orario è dalle 9.00 alle 18.00 per i sabati e le domeniche, e dalle 13.00 alle 22.00 per i venerdì. L’anno comincia abitualmente alla metà di settembre e si conclude entro giugno.
Criteri di ammissione:
Sono ammessi i laureati in Psicologia e Medicina che condividono il modello formativo della Scuola, e che hanno già sostenuto l’esame di Stato o lo sostengano e lo superino entro la prima sessione utile.
È richiesto un colloquio preliminare con il Direttore Didattico.
Per consentire un’esperienza formativa alle relazioni d’aiuto secondo il metodo del Ruolo a tutti coloro che, pur motivati ad affinare le loro capacità relazionali, non hanno la possibilità di accedere alla Scuola Quadriennale riconosciuta dal MIUR,
Il Ruolo Terapeutico mette a disposizione ogni anno 16 posti per la partecipazione alla sezione pratica della Scuola (20 sabati, 90 sessioni di lavoro in gruppo, per complessive 123 ore, dedicate alla discussione di casi, situazioni e problemi clinici).
Ogni anno di corso prevede:
200 ore di insegnamento teorico
Insegnamenti di base
10 domeniche, 50 sessioni di lavoro in gruppo dedicate a:
-Psicologia generale
-Psicologia dello sviluppo e dell’età evolutiva
-Psicopatologia
-Diagnostica clinica
-Presentazione di altri indirizzi psicoterapeutici
-Teoria clinica del Ruolo
Seminari
10 venerdì, 50 sessioni di lavoro dedicati a temi della teoria, della pratica clinica e delle scienze umane.
123 ore di insegnamento pratico
Supervisione di gruppo: 123 ore
20 sabati, 100 sessioni di lavoro in gruppo dedicate alla discussione di casi, situazioni e problemi clinici presentati dagli allievi.
200 ore di tirocinio istituzionale
Il tirocinio si svolge presso Enti pubblici o privati convenzionati con la Scuola.
Costo
IL costo annuo, comprensivo di tutto, è di € 3.680,00.
Informazione e iscrizioni: :
Segreteria de "Il Ruolo Terapeutico":
telefono 02 70 63 64 57 tutti i giorni feriali dalle 14.00 alle 17.00.