Scuola

La scuola di specializzazione de Il Ruolo Terapeutico

16123_545302862165160_249553662_nHa durata quadriennale, si rivolge a laureati in Psicologia o in Medicina iscritti ai rispettivi Albi Professionali ed è abilitata a rilasciare il diploma di specializzazione in psicoterapia, ai sensi dell’articolo 17 comma 96 della legge n. 127/97.

Le esperienze formative offerte dalla Scuola sono fondate su un insegnamento “forte” degli aspetti strutturali delle relazioni terapeutiche e su un accompagnamento personalizzato di ciascun allievo nel processo di assimilazione e interiorizzazione delle prerogative del proprio ruolo, e di presa di coscienza e cura delle proprie disfunzionalità nel rapporto con se stesso e con l’altro.

Il processo formativo avviene in gruppo ed è fondato sull’analisi delle situazioni e dei problemi emotivo-relazionali incontrati dagli allievi nel corso della loro attività clinica.

L’analisi personale, pur essendo raccomandata, non viene richiesta come criterio di ammissione alla nostra Scuola.

  • Offerta formativa e struttura dei corsi

    La durata complessiva del percorso è di quattro anni, ciascun anno si struttura lungo 20 week end di frequenza, composti da 10 Venerdì, 20 Sabati e 8 Domeniche.

    I weekend si alterneranno quindicinalmente: una volta Venerdì pomeriggio e Sabato, la successiva Sabato e Domenica.

    Ciascuna giornata è divisa in 5 moduli il cui contenuto varierà in base alla specifica giornata.

    Il Sabato costituisce l’ossatura forte della struttura formativa: sono previsti 5 moduli di supervisione a partire dalle 9.00 alle 17.45 in cui si affronterà il lavoro clinico; durante ogni anno di corso si potranno sperimentare diverse tecniche e stili di numerosi terapeuti esperti che si alterneranno nella conduzione dei gruppi di supervisione. I gruppi saranno stabili, e ciascuno di esso sarà composto da allievi di ciascun anno di scuola in modo da permettere un’esperienza di crescita condivisa e da beneficiare sempre della collaborazione con colleghi giunti a differenti stadi del percorso formativo.

    I Venerdì saranno dedicati a dei seminari condotti da ospiti esterni di formazione e teorie cliniche differenti e variegate, oltre che da esponenti di svariati campi del sapere che possano contribuire all’arricchimento della persona del Terapeuta. Questi momenti permetteranno di assaggiare punti di vista ed esperienze diverse, ricche e personali, che aiutino ad accrescere ed ampliare il panorama di ciascun collega in formazione. I seminari si terranno di pomeriggio, a partire dalla 13.00 fino alle 21.00

    Le Domeniche infine, suddivise in 5 moduli dalle 9.00 alle 17.45, saranno dedicate alle materie teoriche previste dal percorso ministeriale, affrontate con un approccio non frontale, con ampi spazi di dibattito e riflessione condivisa, coerentemente con il punto di vista del Ruolo sulla formazione personale.

    La parte pratica della Scuola (discussione in gruppo di casi e situazioni cliniche), che si svolge di sabato, è aperta anche agli operatori non laureati desiderosi di formarsi o di perfezionarsi nella capacità terapeutica.

    Per consentire un’esperienza formativa alle relazioni d’aiuto secondo il metodo del Ruolo a tutti coloro che, pur motivati ad affinare le loro capacità relazionali, non hanno la possibilità di accedere alla Scuola Quadriennale riconosciuta dal MIUR,

    Il Ruolo Terapeutico mette a disposizione ogni anno 16 posti per la partecipazione alla sezione pratica della Scuola (20 sabati, 90 sessioni di lavoro in gruppo,  per complessive 123 ore, dedicate alla discussione di casi, situazioni e problemi clinici).

    Costo

    Il costo annuo, per l’anno in corso, comprensivo di tutto, è di € 4.000,00.

    Informazione e iscrizioni

    Segreteria de “Il Ruolo Terapeutico“:
    telefono 02 70 63 64 57 tutti i giorni feriali dalle 14.00 alle 17.00.

  • Filosofia

    Fondata nel 1983 come Corso triennale (poi diventato quadriennale) di formazione alle relazioni terapeutiche, nel 2003 essa è stata riconosciuta dal Miur come Scuola di formazione psicoanalitica de Il Ruolo Terapeutico.

    Indirizzo teorico: Gli scritti di S. Freud rimangono l’insostituibile punto di partenza per chiunque voglia studiare e praticare la psicoanalisi. Cionondimeno la Scuola riconosce come ulteriore sviluppo della disciplina alcuni classici contributi ad opera di autori come S. Ferenczi, W. Reich, D. Fairbairn, D. Winnicott, M. Balint.

    E nel panorama del pensiero psicoanalitico attuale, vengono apprezzati i più recenti contributi portati da autori come Gedo, Gill, Langs, Mitchell ed altri, che a partire dalle concettualizzazioni di Sullivan, Fromm, Thompson, hanno sottolineato l’importanza della realtà interpersonale nell’eziologia del disturbo psichico e l’importanza della persona reale dell’analista nell’incontro autentico col paziente.

    La Scuola ritiene tuttavia scientificamente ed eticamente corretto evitare di cercare a tutti i costi convergenze o denominatori comuni, ma  ricercare all’interno di ciascun modello teorico, attraverso l’evidenza clinica, la coerenza e l’utilità del modello stesso, non meno che evidenziare la responsabilità individuale di fronte alla teoria.

    E’ altresì oggetto di interesse della Scuola la continua verifica della “tenuta” etica della prassi psicoanalitica, e in tal senso è attiva la ricerca comparativa tra le osservazioni cliniche, in tutti gli ambiti del nostro insegnamento, e le interrogazioni proposte dalla filosofia morale.

    Il metodo formativo
    “Medice, cura te ipsum
    Per rispondere adeguatamente alle domande di aiuto portate dai pazienti è necessaria  al terapeuta, non solo una conoscenza tecnico-scientifica, ma anche una capacità di entrare in rapporto, oltre che col paziente, anche con se stesso, per riconoscere e governare i propri sentimenti e le proprie emozioni.  Questa capacità di risposta terapeutica non è né scontata né facilmente raggiungibile: scopo fondamentale della Scuola è pertanto quello di offrire agli allievi un’esperienza formativa globale e approfondita per il raggiungimento di una vera competenza di sé.

    Il processo formativo
    Le esperienze formative offerte dalla Scuola sono fondate su un insegnamento “forte” degli aspetti strutturali delle relazioni terapeutiche e su un accompagnamento personalizzato di ciascuna allievo nel processo di assimilazione e interiorizzazione delle prerogative del proprio ruolo. Il processo formativo avviene in gruppo ed è fondato sull’analisi delle situazioni e dei problemi clinici evidenziati dagli allievi nel corso del loro training.

    L’analisi personale
    Nelle relazioni d’aiuto la capacità professionale è in stretto rapporto con la condizione di benessere ed equilibrio psichico del terapeuta. Pur essendo risaputo che le ragioni profonde della scelta professionale di fare il terapeuta possono essere legate a carenze e disfunzioni affettive personali, riteniamo che l’esperienza analitica personale debba essere svincolata da qualsiasi procedura di tipo doveristico-normativo.

  • I nostri maestri

    Johannes Cremerius. Nel 1968 un gruppo di psicoanalisti milanesi, parte dei quali diede successivamente vita alla rivista Il Ruolo terapeutico, iniziò a riunirsi col Prof. Cremerius per discutere di casi clinici. Attraverso la sua “lezione magistrale”, Cremerius, ha saputo mostrare il processo analitico in tutte le sue fasi, attraverso una metodologia molto precisa, in un clima di profonda comprensione emotiva del paziente, e di grande consapevolezza circa il proprio “bisogno” di aiutarlo. Ha indicato, ad esempio, l’utilità di interrogare  le fantasie e gli eventuali sogni del terapeuta prima di iniziare una nuova terapia, a sostegno del fatto che i suoi sentimenti e le sue emozioni non sono solamente quelli indotti dal paziente ma anche quelli riferentesi ad un vero e proprio transfert del terapeuta stesso. Cremerius ha svelato il volto umano della psicoanalisi, l’ha smitizzata e riavvicinata a molti che prima (ad esempio gli operati dei servizi) se ne sentivano respinti.

    Pier Francesco Galli. La nostra gratitudine per lui va oltre quel sentimento di riconoscenza per chi ha ricoperto pazientemente e affettuosamente il ruolo di Maestro; parte di questa gratitudine è suscitata dalla figura pubblica di Galli, dal suo impegno culturale, scientifico e professionale giocato  nell’ambito della “politica” psicoanalitica contemporanea. Si può dire che le radici culturali de Il Ruolo Terapeutico nascano proprio dall’esperienza del Gruppo Milanese per lo sviluppo della Psicoterapia, formalizzato da Galli nel 1962.

    Enzo Codignola. Psichiatra e psicoanalista formatosi presso il prestigioso istituto di Kreuzlingen,  scomparso prematuramente, ci ha lasciato un’opera di importanza davvero fondamentale. Ci riferiamo a Il Vero e il Falso. In essa Codignola affronta con estremo rigore metodologico il tema della struttura logica del processo interpretativo facendo emergere i connotati logici dell’interpretazione  senza ricorrere ad alcuna metateoria.

    Giambattista Muraro. Formatosi a Basilea e a Zurigo con P. Sarasin (Presidente della Società psicoanalitica Svizzera, formatosi a sua volta direttamente con S.Freud) e con  M. Boss anch’egli allievo di Freud, attraverso la sua originalissima opera Sorpresa ed enigma esplora ciò che può  essere definito effettivamente come metodo analitico. Questa ambiziosa ricerca di purezza conduce a teorizzare un modello di pratica analitica i cui standard (capacità dell’analista ed efficacia della terapia) sono portati ai massimi livelli.

    Sergio Erba. Fondatore de Il Ruolo Terapeutico,  nel corso di una quarantennale attività di psicoanalista e di formatore ha teorizzato un’organica concettualizzazione della prassi psicoanalitica. Tale formulazione fa da sfondo a gran parte della costruzione teorica della Scuola.

    Struttura e processo, ruolo e funzione, asimmetria dei ruoli e reciprocità di persone, responsabilità e libertà della persona, “cinquanta e cinquanta” costituiscono le coordinate di una vicenda intersoggettiva, quella analitica, che diventa prassi rigorosa attraverso quegli elementi strutturali (ruolo del terapeuta, setting, principii) che fanno da riferimento precostituito e stabile alla terapia stessa.

    La dialettica tra domanda e risposta, la distinzione tra l’obbigo di cura e l’obbligo di risposta, la risposta sulla domanda e non alla domanda… tutto ciò  comporta una raffinata competenza terapeutica il cui scopo è quello di aiutare il paziente a riconoscersi soggetto di una domanda  e non solo portatore di un bisogno.

    Pierluigi Sommaruga. Cofondatore de Il Ruolo Terapeutico, scrive: “Ritengo che elementi transferali siano comunque sempre presenti in ciascuno di noi e che si riattualizzino in ogni relazione quotidiana, ma che solo nel processo analitico vi sia la possibilità, per le caratteristiche del setting e per la competenza del terapeuta, di dar loro un senso conducendoli così a risoluzione”.